Immagino che gli ultimi due anni siano stati duri da affrontare. Come siete riusciti ad adattarvi alle limitazioni imposte dalla pandemia?
Marco: È stata dura e lo è ancora. Lo scorso anno ci siamo messi in moto per quelle che potevano essere delle azioni di formazione online, con tutti i pro e i contro che la cosa comportava nella percezione comune fino a pochi mesi fa. Credo che sotto un certo punto di vista sia stato utile per spingerci a metterci in discussione realmente come associazione e come gruppo e riflettere sul nostro ruolo nella società. L’estate scorsa ci siamo adoperati per replicare, con alcune migliorie, una rassegna all’aperto inaugurata nel 2020, facendo spettacoli una o due volte a settimana nello spazio esterno del baluardo, in collaborazione con le due associazioni che come noi insistono sul Baluardo stesso: Musi Jam APS e Ultimo Baluardo APS. Poi, alla fine dell’anno scorso, abbiamo pensato di aprire i nostri spazi alle compagnie teatrali e artistiche, italiane e straniere, che avevano bisogno di in luogo in cui pensare, provare e creare. Così abbiamo fatto una chiamata: cercavamo 5 “residenze artistiche” da ospitare un mese, da gennaio a maggio. Un mese di utilizzo spazio gratuito, dando la possibilità di alloggiare in un appartamento interamente a disposizione. Ci sono arrivate più di 400 proposte da tutta Italia, che abbiamo vagliato e a cui abbiamo dato risposta. Abbiamo selezionato undici residenze artistiche che partiranno a febbraio e che andranno fino alla fine di giugno, alternandosi tra periodi di permanenza più lunghi e altri più brevi. Abbiamo chiesto ad ogni compagnia di presentare al pubblico, durante le lunghe permanenze, delle proposte artistiche: 4 spettacoli, incontri, prove aperte e 1 percorso formativo di otto ore; il tutto a fronte di un corrispettivo di 2.500 euro. Queste economie, che non sempre vengono garantite tra chi organizza residenze artistiche, potrebbero rivelarsi per noi una scelta rischiosa, nel tempo, ma sentivamo, dopo lunghe riflessioni, il dovere morale di tentare un nuovo percorso di questo tipo.